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Posts Tagged ‘recensioni’

lo ha deciso il Publisher’s Weekly con un articolo intitolato worst book ever. e qual è il libro peggiore della storia? Microonde per uno. in effetti il pensiero è desolante… il microonde già di per se rimanda al cibo riscaldato o scongelato. la lasagna del giorno prima, se ti va bene. per uno poi fa una tristezza… da qualche parte in casa mia avevo intercettato un “cucinare sano con il microonde” che mi sembra fosse allegato, insieme alle istruzioni, all’effettivo elettrodomenstico che ha varcato al soglia di casa mia molti anni fa. e che giace parzialmente dimenticato in un mobiletto della cucina per le occasioni della lasagna di cui sopra. come potete vedere dalla meravigliosa grafica della copertina il libro che ha deliziato il Publisher weekly è della fine degli anni ottanta. amorevole.

in realtà il PW aveva già detto che altri due libri erano i peggiori di sempre… ma si scusa, anche i migliori possono sbagliare!  e il tutto è condito dalle meravigliose recensioni su amazon del libro.. a cui la redazione ha dato titoli come dopo il divorzio, saremmo morti di fame senza questo libro o simili.

impagabile!

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Michiko è Michiko Kakutani, firma di punta del New York Times. anzi, critico di punta della NYT Review of Books.

oggi esce sul New York Times (leggibile anche on line) un articolo della Kakutani intitolato Sorvey of Books About Osama Bin Laden.

un vero e proprio pezzo di servizio, con lo scopo di dare un orientamento di massima fra il mare di letteratura osamistica, come spiega la stessa Kakutani:

Below is an annotated list of some of the more useful ones.
Some of these books are primarily concerned with giving the reader a bildungsroman-like account of Bin Laden’s transformation into a charismatic leader from a callow young man who “couldn’t lead eight ducks across the street,” as Prince Bandar, the former Saudi ambassador in Washington, once said. They underscore the unresolved Oedipal problems (not unlike those of George W. Bush) that he had with his powerful and wealthy father, while exploring the role that older mentors played in his growing radicalization.

si tratta di otto libri già recensiti sul NYT e di cui, oltre al link che rinvia alla recensione vera e propria, c’è un breve commento. i libro vanno da 2001 (HOLY WAR, INC.: Inside the Secret World of Osama bin Laden, by Peter L. Bergen) al 2011 (THE LONGEST WAR: The Enduring Conflict Between America and Al-Qaeda, by Peter L. Bergen).

e sempre oggi per la rubrica Books of the Times esce la recensione di un libro su Ann Dunham, la madre di Barack Hussein Obama, il Presidente degli Stati Uniti. Si intitola A Singular Woman, ed è scritto da Catherine Lutz:

In “A Singular Woman,” the author Janny Scott goes beyond what we know about Barack Obama’s mother – a “white woman from Kansas” – to portray a woman who took a more difficult path than her peers’.

buona lettura!

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questa mattina meravigliosa spigolatura nella rubrica Cartesio di Mario Baudino su La Stampa. si parla del libro Non incoraggiate il romanzo di Alfonso Berardinelli, appena uscito da Marsilio.

interessante il concetto di fondo: l’abuso del romanzo e il suo uso come arma impropria di fatturazione da parte degli editori, ovvero, la trasformanzione del romanzo in un “genere editoriale”.

qui riporto la meravigliosa stoccata:

Di passaggio Berardinelli ricorda a Alessandro Baricco che «anche le stroncature bisogna meritarsele». Spietato.

sempre in tema di stoccate letterarie all’autore, martedì mattina alla consueta rassegna stampa della scuola un mio esimio collega ha pronunciato questa meravigliosa frase:

E a proposito di uno dei grandissimi problemi dell’editoria, ovvero l’uscita ogni giorno di troppi libri, ebbene sì, sta arrivando una nuova tragedia. un quotidiano di oggi mi annuncia che veltroni sta producendo.

Sangalli, lei è un genio!

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scriviamone. o meglio leggiamone ridendo, anche di lacrime. con un libro che ieri repubblica ha recensito col titolo Il romanzo del quarto potere.

e già recensito mesi orsono all’uscita americana da Janet Maslin del NY times, e che forse dovrei presentare con una certa titubanza, fosse anche solo per queste righe della giornalista americana

Mr. Rachman, a former journalist, knows and loves the myopia of his old profession, the gallows humor of its practitioners and the precariousness of the business to which they devote their lives. Armed with this knowledge and somehow free of the fashionable diffidence that too often plagues fiction about the workplace, he has written a rich, thrilling book that is both love letter to and epitaph for the newspaper world.

il libro in questione si intitola Gli imperfezionisti, scritto da Tom Rachman ed edito da Il Saggiatore (qui un estratto). e dovrò decidere se è un peana o un epitaffio alla professione che sto studiando. (se notate una punta di perplessità in questa frase vi assicuro che è tutta dopo il che)

e forse, in questo particola re periodo, fra un brand qui e una notizia lì, letture di giornali stomachevoli e altre amenità italiane mi resta solo una speranza.

che penso sarà vana, almeno a giudicare dalla fine della recensione di Repubblica…

un cartello sulla soglia della sua redazione americana a Roma:

«Lasciate ogni speranza o voi che uscite, fuori c’ è l’ Italia»

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un tempo esisteva il femminismo. ma non tanto tempo fa, per intenderci. giusto quel tanto che basta per tornare indietro, allo status quo, “naturale” secondo alcuni, dell’androcentrismo della società.

parlo dell’italia, voi direte. e no, perché la scomparsa del femminismo – delle femministe? –  è altamente diffusa nel mondo occidentale. due esempi:

1) un’inchiesta di un giornale tedesco ha posto il problema delle “quote rosa in redazione”. è sì, perché anche i nostri cugini teutonici hanno qualche problema di par condicio a livello sessuale. la cosa che più mi stupisce é che, a parte un trafiletto su La Stampa, nessun’altro ne abbia parlato. nell’attesa di un inchiesta simile in italia io mi rivolgo all’eccellente Internazionale: traducetela e diffondetela voi, la lieta novella!

2)fresca fresca dal tuttolibri di ieri:  Giovanna Zucconi nella rubrica Che libro fa… parla di quote rosa nei giornali ANGLOAMERICANI e parla di un lato particolare dei giornali americani. le recensioni.

vittime eccellenti, benché inconsapevoli, oltre alla miriade di buone scrittrici e critiche letterarie americane, le più prestigiose testate letterarie angloamerticane:

«Il putiferio è scatenato dall’associazione Vida – Women in Literary Arts, che ha mostrato le percentuali di recensori donna e di libri scritti da donne recensiti dalla New York Times Book Review, dal Times Literary Supplement, da Harpers, dalla London Review of Books, eccetera. Per esempio, la New York Review of Books ha pubblicato 462 articoli di maschi contro 79 di femmine, e ha recensito 306 libri di maschi contro 59 di femmine. Mesta contabilità».

e la zucconi aggiunge carne al fuoco, una carne che oggi, domenica 13 febbraio, è particolarmente vissuta dalle donne italiane:

«Di questo passo, ci vorranno 500 anni per raggiungere la parità fra i sessi. Così nel trailer del film Miss Representation di Jennifer Siebel Newsom, visto e premiato al Sundance Festival: un documentario su come i media americani rappresentano le donne e il corpo delle donne».

non so voi, ma ecco cosa farò:

1) cercherò i dati della vida

2) cercherò tutti i bei libri delle scrittrici americane, e non, che ho letto negli ultimi anni (e qui sono fortunata, perché fra la munro, la oates, atwood, alcune scrittrici asiatiche  ecc ecc ne ho di materiale)

3) cercherò le newsletter del new york times book review che mi arrivano settimanalmente. (e di cui, mea culpa, leggo solo i libri che mi interessano e le recensioni della kakutani.)

4) proverò a NON fare mente locale sull’editoria femminile in italia… ci ho già dedicato una tesi di laurea, vorrei evitare di deprimermi dovendo allargare il campo alla genia delle case editrici tout-cout.

5) spererò che il documentario presentato al Sundance arrivi anche da noi.

chissà perché, ma temo che qui la situazione continuerà ad essere: bello e invisibile, per molto più di 500 anni.

 

 

ps: pregasi notare la perplessità di fianco all’immagine… e pazienza se  pioveranno gli insulti!

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