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Posts Tagged ‘cliché’

in realtà doveva essere uno di quei post stupidi che però allietano la giornata. perché ne ho veramente bisogno dopo 5 giorni a tradurre interviste audio in francese o in inglese di intellettuali politicamente impeganti che vengono dall’egitto, dalla tunisia e dalla palestina (potreste sentire il mio duro lavoro su Radio popolare, dove attualmente sto staggiando o stageando, come preferite).

allora ho deciso di iniziare cercando su google quanti risultati mi escono se scrivo Ode alle patate fritte, (che tra parentesi, speravo di mangiare stasera insieme alla bistecca di pollo, mi dovrò accotentare invece di spinacini e puré).
il risultato mi ha lasciato di stucco. perché sono di un’ignoranza ripugnante.infatti in cima ai risoltati di google c’era questo

Ode alle patate fritte

Scoppietta

nell’olio

friggendo

l’allegria

del mondo:

le patate

fritte

entrano

nella padella

come nivee

piume

del cigno del mattino

ed escono

semidorate dalla crepitante

ambra delle ulive.

L’aglio

aggiunge ad esse

la sua terrena fragranza,

il pepe,

polline che attraverso’ le scogliere,

e

vestite

a nuovo

con abito d’avorio, riempiono il piatto

ripetendo l’abbondanza

e la saporita semplicità della terra.

l’autore di questa delizia?Pablo Neruda

la mia ignoranza non ha confini, certo, ma da una boutade ne è uscita una cosa nuova. ho imparato qcs. sono meno ignorante. e io e Neruda abbiamo una cosa in comune.

son soddisfazioni!

ps: no, tranquilli, somiglianze non ne vedo, datemi tempo.

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e chi tocca le donne crea un danno, almeno di immagine. e non serve a nulla essere un premio Nobel o chiamarsi VS Naipaul.

giusto il 31 maggio il bizzoso Nobel aveva fatto la pace pubblicamente con Paul Theroux, e i giornali italiani hanno preso e ripreso la notizia (le faide, si sa, fanno gola; anche quelle dell’establishment intellettuale, spesso a colpi di libri e articoli). notizia che aveva la cornice e tutti gli elementi  per un racconto di fiction: un un festival suggestivo a Hay-on-Wye, in Galles; due grandi amici che non si parlavano più da 15 anni, un altro amico, e nientemeno che Ian McEwan che, visti i tentennamenti di Naipaul appoggia una mano sulla spalla e gli dice «fai come ti pare, ma la vita è troppo breve per portarsi addosso rancori senza fine».

pace è fatta, con Theroux, almeno. perché neanche 5 giorni dopo il Nobel se la prende con un’intera categoria, le donne, e le donne scrittrici in particolare, dicendo che no, nella storia della letteratura nessuna scrittrice potrebbe essere mai paragonata a lui, neanche l’inglesissima e adoratissima Jane Austen. troppo sentimentale la scrittura femminile, troppo sentimentale il LORO mondo. troppo vittime di una visione ristretta, non essendo padrone a casa propria.

a quanto pare anche i libri scritti da donne sono bilogicamente diversi, se come lui dichiara:

I read a piece of writing and within a paragraph or two I know whether it is by a woman or not. I think [it is] unequal to me.

questo ha fanno venire un’idea al Guardian, un test: sapete riconoscere il sesso di un autore leggendo un paio di paragrafi? provate, io no.

ma la cosa che più mi stupisce è questa, pagine intere sulle faide letterarie nella storia, e su questa poche cose… certo, in italia si sa che la letteratura è maschile, lo è da sempre. in Gb già le cose sono un po’ diverse a partire dalla lezione di  due libri di Virginia Woolf Una Stanza tutta per me e Le tre Ghinee.

anche se, sempre nelle unlime settimane, una femminista di ferro come Carmen Callil, fondatrice della più famosa casa editrice femminista del mondo la Virago Press (senza di lei un poco deragliata), si dimette dalla giuria del Man Booke Prize in dissenso per l’assegnazione del premio a Philip Roth.

ma si sa,

for most history, ANONIMUS was a woman

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è forse morta sotto tonnellate di rosa shocking?

me lo stavo chiedendo giusto prima di natale, mentre cercavo i regali per una marea di cugini che vanno da 11 mesi a 32 anni!

il problema più grave erano i cuginetti che sono sotto i 13 anni e sopra i 9.

soprattutto le “femminucce”. perché? ma perchè in qualunque libreria tu andassi venivi perseguitata da una serie impressionante di principesse-fatine-ballerine tutte – e dico tutte – rigorosamente in rosa schocking! le più ardite osavano qualche sfumatura lilla, ma non di più. e sono anni che la questione va avanti.

ora la mia domanda è questa. perché mai dovrei rincitrullire delle pre-adolescenti con libri che:

1 potrebbero essere benissimo letti a bambine in età pre-scolare come fiaba della buona notte data l’assoluta supremazia delle immagini sul testo (una media di 5 righe per pagina)

2 sono decisamente stucchevoli, per la maggior parte. e quelli che hanno una grafica decente e riescono addirittura ad andare oltre la soglia del rosa schocking hanno una storia che ispira solo tentativi di suicidio.

3 basta con questo diavolo di sessismo per cui se una cosa è per una bambina deve essere rigorosamente rosa-rosino-rosato-confettato-caramellato-melassoso-appiccicaticcio e svenevole!

Ma se provi a passare a una fascia un poco superiore di età, ovvero la temutissima fascia 12-14 anni, ti ritrovi in un mare di:

vampiri, vampiri buoni, vampiri cattivi, vampiri che si redimono, vampiri che in realtà sono angeli caduti, mostri dal cuore tenero, mostri dal cuore mica tanto poi tenero, redenti o non redenti dall’amore della bionda o bruna svenevole di turno (o dal biondo o bruno svenevole di turno), e come minimo, in un punto della trama, lui salva la vita a lei, o lei a lui, e la battuta, scommetteteci pure, é “ma in realtà sei tu che hai salvato la vita a me” o parafrasi assortite.

fosse solo questo. perchè c’è anche una tensione sessuale quanto mai esplicita e per nulla sottile. o ironica. o che si ricordi che si ha a che fare con ragazzini in pre-pubertà, non post adolescenti scafati con l’ormone a mille e in piena fase adolescenziale di: il mondo è una m. e allora almeno sognamo un poco.

certo ci sono le eccezioni, ma vanno cercate col lanternino, soprattutto se si decide: vado in libreria e vedo cos’hanno.

e allora come si risolve? o si ritorna indietro e si punta a un classico della letteratura per ragazzi che NOI abbiamo letto a quell’età. e quindi vai con piccole donne, zanna bianca, l’isola del tesoro ecc ecc ecc.

oppure cerchi quei libri particolari, contemporanei o quasi. letteratura per ragazzi che possono leggere anche gli adulti, anzi DOVREBBERO leggere anche gli adulti, e che capita di incontrare per caso. perché ti piace da sempre la letteratura per ragazzi. o chiedendo consiglio alla bibliotecaria del paese!

ma questa è un’altra storia…

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