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Posts Tagged ‘e-book’

Queste più o meno le parole che il gigante Barnes & Noble avrebbe potuto dire ad Amazon, se si antropomorfizzassero. modello Godzilla Vs robottone/toporadiottivo/varie-ed-eventuali di meravigliose serie di film giapponesi. o anche Corvo rosso non avrai il mio scalpo.

ok, basta nubifragi cinematografici e veniamo al sodo. Dopo le esternazioni di Franzen (en passant, oggi se ne parla su repubblica), arrivano nuove dal mondo americano dell’editoria. e si parla proprio di e-book. Barnes & Noble si rifuta di vendere i libri che Amazon pubblica con il suo “braccio armato editoriale” Amazon Publishing.

B&N ha totalmente bandito dai suoi scaffali anche i libri di altri editori che hanno stratto un accordo con Amazon per pubblicare e distribuire i libri che escono con loro.

è in atto una guerra? non saprei. certo l’aggressività di Amazon, un suo marchio di fabbrica, si riversa anche nel settore publishing.

e coem fanno notare in molti, il bando crea più problemi a Amazon piuttosto che a B&N. come riporta il NY Times nel suo articolo

“I can’t see that most authors who want a print publication would welcome the idea of not being carried in Barnes & Noble and depend on Amazon for their sales,” said Elyse Cheney, a literary agent. “If you’re doing a print book, you kind of have to be in Barnes & Noble.”

“non vedo come molti autori che vogliono vedere il proprio libro stampato accolgano l’idea di dipendere da amazon e non da barnes & noble per le vendite” dice Elyse Cheney, agente letterario, “se pubblichi un libro vuoi vederlo negli scaffali di Barnes & Noble.”

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sì, lo so, è un po’ che non ci si vede…

no, lo so, non ho scusanti…

ma oggi segnale una cosa raccapricciante. c’è un fenomeno che corrode la società e i valori e danneggia la società nel profondo. e che domani sarà sui giornali, presumo.

un fenomeno che disgraziatamente causa nell’utente una gratificazione immediata e perciò più superficiale, la facilità dell’io-lo-voglio-e-ce.l’ho-con-un-click. che è fatto su un supporto ineffabile e perciò corrodibile…

no, non sono impazzita ma praticamente riporto i titoli dei giornali riguardo a una dichiarazione di Jonathan Franzen, l’autore di Le Correzioni e del più recente Libertà, al festival di Hay a Cartagena, Colombia. Una polemica che sicuramente troveremo domani sulle pagine culturali dei quotidiani italiani, e che ho visto fresco fresco stamattina su Telegraph,

l’e-book danneggia la società. eccessivo? sì, secondo me.

certo, poi magari il fulcro del suo discorso è qualcosa di meno legato all’aggeggino con cui possiamo leggere gli e-book e dice che in realtà si tratta di qualcosa di più profondo. riguarda la fluidità della vita:

I think, for serious readers, a sense of permanence has always been part of the experience. Everything else in your life is fluid, but here is this text that doesn’t change.

Franzen parla anche del lato performativo della lettura. e del piacere di aprire un libro, sedersi, leggerlo. certo, il suo focus riguarda la durabilità dell’oggetto-libro: se anche i libri sono transitori, dove sono le certezze della vita? lui, da scrittore, guarda la digitalizzazione della vita in ciò che gli è più vicino.

io, da fanatica della carta, capisco ma obbietto – su una base estremamente razionale e down-to-earth, some direbbero gli inglesi: forse non sarà l’ebook la causa prima di un crollo dei valori della società, no? certo, spero che i libri a tre dimensioni non smettano di esistere ed essere creati. il libro è un tecnologia vincente, lo è da migliaia di anni…

il problema è la qualità: di ciò che è scritto, da una parte; del suo supporto dall’altra. ho a casa libri che hanno sessant’anni e che sembrano nuovi. altri libri li ho comprati anni fa e la carta, acida, si sta già suicidando.

ma il grande romanziere americano ha parlato, il lancio è obbligatorio, gli strilli pure.  diamo tempo al tempo, fra libro e e-book il vincitore lo conosceranno solo i posteri…

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