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Posts Tagged ‘sessualità’

solo una breve spigolatura dopo un bel po’ di latitanza…

ma chissà se le signore di bari, che, “un po’ per noia, un po’ per gioco”, sembra andassero ad appuntamenti galanti che ora sono finiti nelle pagine dei giornali, hanno mai visto Belle de Jour di Luis Buñuel.

e chissà cosa ne pensano.

o magari pensavano di essere in Ultimo tango a Parigi?

Catherine Deneuve in una scena di Bella di Giorno di Luis Buñuel

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lo giuro, non lo faccio per avere un’impennata nei lettori e penso che l’immagine del Bernini vi rassicuri.

Gian Lorenzo Bernini, L'estasi di Santa Teresa, Roma, Santa Maria della Vittoria

 

ma l’articolo pubblicato dall’Internazionale merita.

Kama sutra senza peccato

di Hanif Kureishi

è in realtà un bella riflessione su regole, piacere, autorità e divertimento.

che cita Lady Chatterley, la cui lettura proibita dava più brividi per la priibizione in sè che per la scabrosità di certe scene (che ora, en passant, non ci fanno muovere un sopracciglio).

certo kureishi ci parla anche del Kama sutra

In realtà il Kama sutra di Vatsyayana è una raccolta di consigli sul comportamento sociale e romantico, compilata milleseicento anni fa e destinata ai giovani ricchi e mondani dell’epoca. Offre informazioni sull’igiene e sulle posizioni sessuali, spiega come non creare scompiglio negli harem, come trattare con le cortigiane, come comportarsi con le “mogli degli altri”. Sostiene che un gentiluomo dovrebbe tenersi alla larga dai lebbrosi, dalle donne maleodoranti e da chiunque abbia delle pustole bianche. È malizioso, divertente e sorprendente.

e ci parla, lo scrittore inglese, di Divieti e piacere,

era proprio il rapporto con il divieto che divertiva e intrigava Stendhal. Il divieto rende possibile il divertimento serio, proprio come le regole rendono possibile lo sport. Se spariscono l’autorità e i tabù, non aumenta il divertimento, aumenta il nulla, soprattutto perché tendiamo a trattarci più severamente di quanto facciano le autorità.

e da qui in poi si cita (si parla?) di Clinton e del rapporto Kinsey, di emma Bovary e di Baudelaire e anche de Il piacere dell’autoprivazione

Il ritorno del fondamentalismo religioso nelle sue tante forme si accompagna alla necessaria presenza del peccato, all’orrore del piacere e alla volontà di regolarlo severamente. Il fondamentalismo, e l’obbedienza che impone, è un tentativo di abolire i conflitti legati al piacere. Ma in un contesto simile, il piacere dell’autoprivazione – l’obbedienza religiosa, la dieta e altre forme di astinenza – può sostituire il godimento autentico. Il piacere sa essere opportunista: è un parassita che si attacca a qualunque cosa.

e da qui in poi Kureishi divide fra sesso, di cui abbiamo visto tutto, e più volte, e sessualità

solo i poeti e, a volte, i romanzieri riescono a mettere su carta la sensualità. Esprimere l’estasi, comunque, è difficilissimo. Bisogna ascoltare la musica soul, Billie Holiday, Marvin Gaye, Aretha Franklin o alcuni cantanti rnb per capire e sentire quanto il desiderio, il bisogno, la perdita e l’appagamento possono essere impeccabilmente intrecciati ed esercitare un effetto evidente sull’ascoltatore, facendogli venire voglia di piangere o di ballare.

cosa scegliamo, l’ardore pericoloso del piacere come confronti diretto o il bagliore del piacere kantianamente preso come via per l’illuminazione?

forse neanche Kureishi ha la risposta, ma un consiglio sicuramente

Ma scegliendo il bagliore invece del confronto, si perde la sostanza. Anche chi legge il Kama sutra è lontano dalla sostanza, e rischia di restarci. Quale che sia l’orizzonte verso cui volete guidare il vostro piacere, con una mappa sbagliata non arriverete mai a destinazione.

Khajuraho temple, India

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