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Posts Tagged ‘viaggi’

regalatemi una rosa e io vi darò un libro.

così si usa alla festa di San Giorgio, e mi ricordo che una volta, capitata per caso a Barcellona a san jordi, con le ramblas in doppia festa e rose e libri ovunque, mi è capitato di incontrare Sepulveda.

allora non sapevo ancora cosa era la festa. e che sarebbe stata scelta come data per la giornata mondiale del libro e della lettura.

di cui onestamente non sta quasi parlando nessuno… che strano! (spero che il sarcasmo si noti)

comunque, in questo giorno in Spagna gli uomini regalano una rosa e le donne un libro… a chi il regalo più prezioso? certo se mi regalate una rosa rossa in non vi do mica il Manuale delle giovani marmotte. ma se facciamo il contrario, e voi mi regalate un libro… basta che non sia “101 modi per avere una casa perfetta” o simili tipo il manuale della perfetta housewife, perché dubito di avere un tavolo che balli abbastanza per rendere il suddetto libro utile.

certo, se dovessi regalare dei libri potrei scegliere fra molti: alla mia compagna di musei parigini potrei regalare la copia inesistente del catalogo completo del louvre. probabilmente l’enciclopedia britannica al confronto è un bigino.

alla mia edimburghese prediletta un maximanuale sull’organizzazione del matrimonio, ma che sia divertente, però. e che accluda anche una carta di credito magica che paghi tutte le spese! …ma forse è meglio fermarsi con i libri immaginari, e ritornare coi piedi per terra (ma siamo sicuri che posso farlo, dopo aver appena posato quelle montagne russe che non sono i Midnight’s Children  di Rushdie?)

allora torniamo alla mia prosaicamente poetica ROSA.

E QUI HO UNA RICHIESTA DA FARE: lo so, non si dovrebbe, perché a caval donato non si guarda in bocca. ma, per favore, mi regalate una Santana? rossa e profumata, come quella che cresce nel giardino della mia infanzia.

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fate anche voi un pieno di cultura!

per questo vi segnalo il mio pezzo scritto per la sestina, che riporto qui sotto!

buona visita, ovunque voi andiate

«Sei il cittadino più fortunato del mondo». È questo lo slogan che il Ministero dei beni culturali ha pensato per la XIII Settimana della Cultura, un’occasione per celebrare un patrimonio unico, che permetta a tutti i cittadini di conoscerlo e amarlo. Dal 9 al 17 aprile si aprono gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale.

Le occasioni sono più di 2500, con anche mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti. Una festa che attraversa tutta la penisola, con particolare attenzione alle manifestazioni allestite per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

All’Aquila, dove si sono appena celebrati i due anni dal terremoto, si parte con le visite guidate alla riscoperta della città. Dal 12 Aprile a Milano alla Pinacoteca di Brera si potrà vedere la Mostra Hayez, il Romanticismo tra Manzoni e Verdi. A Ravenna sono in programma nei due fine settimana (9-10 e 16-17 aprile) visite guidate ai siti UNESCO tra cui il Mausoleo di Teodorico e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. A Cosenza inizia il 7 un Convegno dedicato al grande storico dell’arte Giulio Carlo Argan. In Umbria ci sono le feste di primavera, in Sicilia si riscopre la moda isolana dall’Unità ad oggi. «È un’ottima occasione per tutti i cittadini di riappropriarsi di questo patrimonio», commenta il ministro dei beni culturali Giancarlo Galan, «visitando musei, siti archeologici e monumenti e riscoprendo, nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il senso profondo della propria appartenenza alla comunità nazionale».

L’offerta è così ampia che ci si potrebbe perdere. Ecco allora che sul sito del Ministero è possibile selezionare le mete regione per regione. In Lombardia sono ben 380 gli appuntamenti in cartellone. «Il turista, il curioso, il visitatore, l’esperto, l’appassionato, il cittadino potranno costruirsi una ricca mappa per partecipare agli eventi per intere giornate, dal 9 al 17 aprile, e godere della varietà, della qualità e della ricchezza degli eventi organizzati», dice Caterina Bon Valsassina, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia. «Anche il teatro è protagonista con biglietto agevolato per la Settimana della Cultura in alcuni spazi storici a Milano come il Teatro Litta e il Franco Parenti».

XIII Settimana della Cultura

9-17 aprile 2011

www.beniculturali.it

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i libri di cucina sono in vetta alle classifiche, nel bene e nel male.

sta ai sociologi e agli analisti capire il perché di questi exploit, e a proposito vi consiglio un articolo apparso su Repubblica a inizio settimana.

ma oggi ho trovato la recensione di un libro di cucina sul Giornale.

ma che libro di cucina, e che cuoco e, soprattutto scrittore.

io mi sono imbattuta in Antony Bourdain in televisione. no reservations in italia era tradotto come Viaggio di un cuoco. e in effetti era la parte dei viaggi quella che mi ha attirato di più. almeno all’inizio.(ne ha poi tratto dei libri, se vi interessa)

poi, nel vedere il programma, mi sono convertita: parare di cibo, di cucina, con giudizi a seconda dei casi accurati, generosi bonariamente critici o spietati. dati da un uomo curioso di tutto. che vive il cibo come vita. e che non ha peli sulla lingua.

certo, se devi andare a New York non leggere Kitchen Confidential. potrebbe farti venire voglia di vivere a schiscette per tutti i giorni del tuo soggiorno, sempre che tu riesca a trovare un negozio di alimentari come lo intendi tu.

certo lui non idealizza il lavoro del cuoco, anzi. l’inferno si è reinventato nelle cucine, a volte. gli chef protagonisti per lui non esistono, esistono i buoni e i cattivi chef, e questi ultimi tendono  ad essere anche i più disonesti (lo so, nulla di nuovo sul fronte occidentale. ma repetita iuvant)

adesso esce sempre per feltrinelli il suo nuovo libro Al sangue. e diciamo la verità, se le premesse sono quelle giuste, e il titolo in inglese, Medium Raw: A Bloody Valentine to the World of Food and the People Who Cook, sembra decisamente promettere bene. e anche la recensione è positiva.

ma io ricordo un’altra recensione, sul new york times book review di luglio, in cui si diceva una cosa interessante. il libro è come la carne del titolo, a media cottura.

ma è sempre una ventata d’aria fresca nel mondo del Food writing, non vi pare? perché di ricettari come si vedono in classifica non ne posso più…

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