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Posts Tagged ‘gran bretagna’

L’età è degna di rispetto: 200 anni. E c’è chi ancora rimpiange che alla sua morte, nel 1870, abbia lasciato incompiuto il suo ultimo romanzo Il Mistero di Edwin Rood. Charles Dickens aveva 58 anni e il destino di Edwin Rood resterà un mistero. Ma secondo me il buon Charlie ride sotto i favoriti all’ideadi avere creato un cliffanger di tale portata, lui, che era uno dei maestri dei finali di capitolo a sorpresa;  “volete sapere come continua no le avventure di Pip o Dorrit o Oliver, Lady Dedlock o Chuzzlewit? allora comprate il prossimo numero della rivista che mi pubblica! (e fatemi guadagnare, a latere)”.

Grandi festeggiamenti comunque in Gran Bretagna, dove hanno iniziato con mesi in anticipo.

Il beneamato Guardian ha creato una sezione apposita, chiamata Charles Dickes. Fateci un giro, e guardate quanti articoli Dickens-related ci si sono.

le chicche di oggi? eccone alcune

The Charles Dickens 200th birthday quiz answers

Charles Dickens’ London spots – in pictures

A brief tour of the writer’s haunts and the places he depicted in his novels

A letter to Charles Dickens on his 200th birthday

Claire Tomalin, who wrote a biography of the novelist, wonders what he would make of the 21st century

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oggi cosa propone la fiera?

lascio perdere il miniventaglio di offerte, che comunque trovate sul sito, e vi segnalo un’occasione unica.

Forse l’autore migliore che io abbia letto nell’ultimo anno. considerato fra i più grandi scrittori inglesi… peccato che scriva libri per ragazzi, dicono alcuni. ma

ma io sono una fervida seguace dei libri per ragazzi. e quelli di David Almond sono, per temi e profondità, spesso più incisivi di moltri altri libri, per aldulti e di letteratura “seria” (nota a margine: ma siamo poi sicuri che la letteratura per ragazzi non sia seria?). è stto insignito anche dell’Andersen Award

Almond presenta il suo ultimo libro. La storia di Mina. Mina è un personaggio che conoscevo già e il suo diario mi ha permesso di scoprire le meraviglie di quella ragazzina. quanto sono Mina, o quanto lo sono stata? la fantasia, gli animali, la scrittura… perché non ho inventato anch’io le ATTIVITA’ STRAORDINARIE che mi sono piaciute così tanto? o, se le ho inventate anch’io,  magari sotto un altro nome, dove le ho abbandonate?

certo non ho la presunzione di dire che erò così originale, così profonda, così curiosa e così capace di appropiarsi, a modo suo, delle cose. di rendere il mondo magico.

ma la cosa più bella di almond è che tutti i bambini, per lui, hanno questa possibilità. leggete La storia di Mina, leggetela.

e se volete una preview, sul sito personale di David Almond è disponibile il pdf in inlgese del primo capitolo Moonlight, Wonder, Flies & Nonsense. e devo dire che il carattere scelto dall’editore inglese è delizioso, sembra proprio il diario scritto da una bimba in stampatello. invece Salani ha optato per il suo carattere standard e, nel confronto, l’edizione italiana perde in qualità e freschezza. ma è comunque stupendo.

e se, arrivati all’ultima parola del libro, siete curiosi di sapere come va avanti, andate a prendere SKELLIG:

Lo trovai nel garage un sabato pomeriggio […]. Era disteso al buio dietro le casse, nella polvere e nella sporcizia. Era come se fosse lì da sempre. Era lurido, pallido e secco e credevo che fosse morto. Mi sbagliavo di grosso.

chi è o cosa è Skellig? perché è nascosto nel garage della casa in cui Michael e i suoi genitori si sono appena trasferiti. e oi c’è la bambina appena nata, la sua sorellina, che ha problemi, altri problemi con la scuola e i compagni e la piccola vicina… si chiama Mina…

Skellig è il libro più famoso di David Almond, ne è stato tratto anche un film con Tim Roth. è una storia toccante e magica. non fatevi spaventare da questa parola. come ci insegna Mina, la magia è in tutto.

ultimo libro di Almond finora tradotto in italiano  è Argilla. racconto inquietante e affascinante su bene e male, religione e scelta. mentre lo leggevo mi stupivo di come una storia per ragazzi, o etichettata come tale, riuscisse a dire così tanto sulla morale, sulla fede, sul peccato e sull’ineguatezza, sulla diversità e su come questa possa essere diversamente orientata a seconda dell’uso che noi ne facciamo.

E vedo l’uomo muoversi. Le membra si contraggono, la testa si volta e guarda Stephen Rose negli occhi.

inquietante, Argilla  (Clay è il titolo inglese) con i suoi rimando al Golem e il suo racconto che echeggia dei toni dell’Isola del tesoro per come il narratore si pone nei nostri confronti. e, come in quel meravigoso romanzo di Stevenson, l’aspetto più inquietante è quello che il male, oltre a somigliarci e a non apparirci tale da subito, a blandirci e sedurci, il male alla fine riesce a sfuggire. e si aggira ancora intorno a noi.

noto che ho scritto un papiro, ma quest’autore ne vale la pena, e ho solo toccato la punta dell’iceberg. correte a leggere i suoi libri, come ha fatto il buon nick hornby. correte e correte. e sperate che ne arrivino altri

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