Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘librerie’

Un trasloco particolare. Il trasloco di una intera biblioteca all’Università di Yale. Anno 1930, è un mattino di inizio luglio. Un filmato in bianco e nero pubblicato dalla celebre università americana, che sì, ha un account youtube,  mostra i bibliotecari che spostano la collezione di libri dalla Old Library (ora ribattezzata Dwight Chapel) alla loro nuova casa, la Sterling Memorial Library. Appena completata.
Prima escono dall’edificio austeri signori in giacca e con libro sotto braccio. Poi giovani donne, sorridenti, forse divertite dalla telecamera, forse incuriosite.ecco gli schedari, le scatole piene dei preziosi volumi, che arrivano con un carretto o una macchina. O vengono fatti scivolare fra i cortili.
Eccovi la loro parata, e l’aggirarsi per i corridoi della nuova biblioteca.

Ps: ma se mai capiterà a casa mia di dover traslocare i libri, c’è un modo per far arrivare i dilingentissimi bibliotecari di Yale ad aiutare? No? Mannaggia!

Read Full Post »

il gioco di parole è intraducibile in italiano, fra selfconcius/consapevole di sè stesso e shelf/ ripiano della libreria.

sarebbe: consapevoli di cosa i nostri ripiani della libreria dicono di noi.

L’articolo è comunque delizioso. dritto dritto dal Paris Review Daily blog.

Shelf-Conscious by Francesca Mari

Read Full Post »

ho resistito a mille tentazioni. all’edizione inglese, che come minimo pesa due tonnellate, che mi fissava dagli scaffali della feltrinelli a un prezzo esorbitante (penso fosse un tot al chilo, come il maiale dal macellaio); non ho neanche costretto mio fratello, che ora si trova in quei di Washington, a portarmelo a casa dovendfo pagare una sovrattassa per il peso dei bagagli all’aeroporto 8l’ho già detto che pesa 200 kg, ma la copertina è bellissima?) ho resistito anche a quella in spagnolo, che non parlo e non leggo…

sono stata perfino tentata di acquistare i tre volumi-edicotrevolumi- in giapponese. chissà, magari guardando le figure ci avrei capito qualcosa!!! Hiragana, katakana, kanji: magari a guardarli intensamente avrei capito il giapponese. alla fi fine il primo volume in giappone è uscito nel 2009… in tre anni sarei riuscita dare un senso a titolo, autore e casa editrice, no?

No. ok, mi rispondo da sola, mamma. ma il giapponese potrebbe essere sempre utile… no, ok, quello è il cinese.

e allora ecco ieri che vado in libreria, prendo la mia copia, pago (grazie al cielo era scontata, perché ormai i libri sono oggetti di lusso) e esco. totale 1 minuto. l’ho cronometrato.

guardo la (brutta) copertina italiana (quella ‘mmericana è moolto meglio: basta con queste copertine tutte uguali se si tratta di LUI). leggo la quarta, poi le alette, poi il treno si ferma e arrivo a casa: ora mi aspettano centinaia di pagine, e poi attesa spasmodica per l’ultimo volume /why Einaudi, Why!!!!

ah, è vero. non ho ancora detto che libro era.

io Murakami haruki l’ho atteso: 1Q84 (cos’è? chiede mamma ieri. Il titolo? che significa? richiede mamma: leggilo e vedrai, ma lei non è dentro i giapponesi….). il resto è la storia di domani.

dal sito della Alfred A. Knopf Books, editore americano di Murakami. per la bellezza della copertina, e per i gatti!!

Update: sneak peak alle prime 4 pagine del capitolo uno. Qui.

ehy, ma l’einaudi si è proprio lanciata: booktrailer su youtube, twitter a gogo e anche sito dell’editore che impazzisce… temo che la nuova influenza asiatica di quest’anno sia la murakamite!

Read Full Post »

questa mattina meravigliosa spigolatura nella rubrica Cartesio di Mario Baudino su La Stampa. si parla del libro Non incoraggiate il romanzo di Alfonso Berardinelli, appena uscito da Marsilio.

interessante il concetto di fondo: l’abuso del romanzo e il suo uso come arma impropria di fatturazione da parte degli editori, ovvero, la trasformanzione del romanzo in un “genere editoriale”.

qui riporto la meravigliosa stoccata:

Di passaggio Berardinelli ricorda a Alessandro Baricco che «anche le stroncature bisogna meritarsele». Spietato.

sempre in tema di stoccate letterarie all’autore, martedì mattina alla consueta rassegna stampa della scuola un mio esimio collega ha pronunciato questa meravigliosa frase:

E a proposito di uno dei grandissimi problemi dell’editoria, ovvero l’uscita ogni giorno di troppi libri, ebbene sì, sta arrivando una nuova tragedia. un quotidiano di oggi mi annuncia che veltroni sta producendo.

Sangalli, lei è un genio!

Read Full Post »

è forse morta sotto tonnellate di rosa shocking?

me lo stavo chiedendo giusto prima di natale, mentre cercavo i regali per una marea di cugini che vanno da 11 mesi a 32 anni!

il problema più grave erano i cuginetti che sono sotto i 13 anni e sopra i 9.

soprattutto le “femminucce”. perché? ma perchè in qualunque libreria tu andassi venivi perseguitata da una serie impressionante di principesse-fatine-ballerine tutte – e dico tutte – rigorosamente in rosa schocking! le più ardite osavano qualche sfumatura lilla, ma non di più. e sono anni che la questione va avanti.

ora la mia domanda è questa. perché mai dovrei rincitrullire delle pre-adolescenti con libri che:

1 potrebbero essere benissimo letti a bambine in età pre-scolare come fiaba della buona notte data l’assoluta supremazia delle immagini sul testo (una media di 5 righe per pagina)

2 sono decisamente stucchevoli, per la maggior parte. e quelli che hanno una grafica decente e riescono addirittura ad andare oltre la soglia del rosa schocking hanno una storia che ispira solo tentativi di suicidio.

3 basta con questo diavolo di sessismo per cui se una cosa è per una bambina deve essere rigorosamente rosa-rosino-rosato-confettato-caramellato-melassoso-appiccicaticcio e svenevole!

Ma se provi a passare a una fascia un poco superiore di età, ovvero la temutissima fascia 12-14 anni, ti ritrovi in un mare di:

vampiri, vampiri buoni, vampiri cattivi, vampiri che si redimono, vampiri che in realtà sono angeli caduti, mostri dal cuore tenero, mostri dal cuore mica tanto poi tenero, redenti o non redenti dall’amore della bionda o bruna svenevole di turno (o dal biondo o bruno svenevole di turno), e come minimo, in un punto della trama, lui salva la vita a lei, o lei a lui, e la battuta, scommetteteci pure, é “ma in realtà sei tu che hai salvato la vita a me” o parafrasi assortite.

fosse solo questo. perchè c’è anche una tensione sessuale quanto mai esplicita e per nulla sottile. o ironica. o che si ricordi che si ha a che fare con ragazzini in pre-pubertà, non post adolescenti scafati con l’ormone a mille e in piena fase adolescenziale di: il mondo è una m. e allora almeno sognamo un poco.

certo ci sono le eccezioni, ma vanno cercate col lanternino, soprattutto se si decide: vado in libreria e vedo cos’hanno.

e allora come si risolve? o si ritorna indietro e si punta a un classico della letteratura per ragazzi che NOI abbiamo letto a quell’età. e quindi vai con piccole donne, zanna bianca, l’isola del tesoro ecc ecc ecc.

oppure cerchi quei libri particolari, contemporanei o quasi. letteratura per ragazzi che possono leggere anche gli adulti, anzi DOVREBBERO leggere anche gli adulti, e che capita di incontrare per caso. perché ti piace da sempre la letteratura per ragazzi. o chiedendo consiglio alla bibliotecaria del paese!

ma questa è un’altra storia…

Read Full Post »