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Una parata di 200 copertine, una di fianco all’altra, per annunciare un “very big deal” come è scritto nell’articolo che presenta il numero 200 della Paris Review

The Paris Review, 200 uscite piene di fiction racconti,  poesie, lettere e un archivio di interviste, iniziate negli anni ‘5o, da far venire i brividi. – le mie preferite? Italo Calvino e Alice Munro, ma me ne mancano ancora MOLTE da leggere….

in attesa del prossimo grande numero.

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Un trasloco particolare. Il trasloco di una intera biblioteca all’Università di Yale. Anno 1930, è un mattino di inizio luglio. Un filmato in bianco e nero pubblicato dalla celebre università americana, che sì, ha un account youtube,  mostra i bibliotecari che spostano la collezione di libri dalla Old Library (ora ribattezzata Dwight Chapel) alla loro nuova casa, la Sterling Memorial Library. Appena completata.
Prima escono dall’edificio austeri signori in giacca e con libro sotto braccio. Poi giovani donne, sorridenti, forse divertite dalla telecamera, forse incuriosite.ecco gli schedari, le scatole piene dei preziosi volumi, che arrivano con un carretto o una macchina. O vengono fatti scivolare fra i cortili.
Eccovi la loro parata, e l’aggirarsi per i corridoi della nuova biblioteca.

Ps: ma se mai capiterà a casa mia di dover traslocare i libri, c’è un modo per far arrivare i dilingentissimi bibliotecari di Yale ad aiutare? No? Mannaggia!

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Vere e proprie facce da libro, e non si tratta di un post su facebook. Ma le facce sono quelle dei protagonisti della letteratura mondiale. I personaggi intorno a cui i romanzi si sviluppano.
Vi siete mai chiesti che faccia potesse avere Anna Karenina, Mister Darcy o il protagonista dell’ultimo thriller che avete letto? Curiosi di sapere come i tratti somatici descritti nel libro siano nella realtà? Allora date un’occhiata a cosa può uscire utilizzando un software che fa identikit, come quelli che usa la polizia.
Lo sta facendo Brian Joseph Davis su The Composites, e i risultati sono… beh, vedete un po’ voi.

La galleria di ritratti immaginari è iniziata l’8 febbraio con Edward Rochester. Sì, l’immagine che vedete sopra. Dimenticate le ultime apparizioni cinematografiche o televisive (tra cui Michael shame Fassbender), il co-protagonista di Jane Eyre di Charlotte Brontë sembra proprio come la piccola Jane lo descrive. Brutto, in verità..

L'identikit di Sam Spade, il detective creato da Dashiell Hammett

Si accettano suggerimenti per i personaggi, con l’accortezza di mandare anche il pezzo di testo in cui c’è la descrizione (e qui, attenzione, non tutti i protagonisti dei romanzi sono descritti con abbastanza particolari…)
altre 15 sono le facce postate on line. Tra cui troviamo un Tom Ripley della Highsmith molto lontano dal Matt Damon del film di Minghella. Un’arcigna Emma Bovary. Humbert Humbert, la freschissima Aomame dell’ultima fatica murakamiana, e altri ancora. sotto l’identikit ci sono le frasi del libro inserite nel software, la descrizione da cui quell’immagine viene fuori.

Uno mi colpisce in particolare: non si potevano lasciare a Sam Spade gli inconfondibili tratti bogartiani?

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Interessanti queste brevi interviste a scrittrici arabe di cui parla il blog Arabic Literature (in English).

Diane D’Almeida, bibliotecaria alla Boston University, ha viaggiato grazie a una borsa di studio Fullbright  in Giordania e Siria. Ha contattato alcune scrittrici e ha realizzato video interviste che si possono vedere  all’interno del progetto Contemporary Arab Women Writers.

Diane ha posto a tutte le scrittrici le stesse domande: Perché si scrive? Per chi (se ci si immagina un pubblico)? Come immagina “ispirazione”? Aiuta gli autori giovani ed emergenti?

il progetto è ancora in fieri. ma può essere interessante da vedere, anche per conoscere nuovi autori.

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il gioco di parole è intraducibile in italiano, fra selfconcius/consapevole di sè stesso e shelf/ ripiano della libreria.

sarebbe: consapevoli di cosa i nostri ripiani della libreria dicono di noi.

L’articolo è comunque delizioso. dritto dritto dal Paris Review Daily blog.

Shelf-Conscious by Francesca Mari

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L’età è degna di rispetto: 200 anni. E c’è chi ancora rimpiange che alla sua morte, nel 1870, abbia lasciato incompiuto il suo ultimo romanzo Il Mistero di Edwin Rood. Charles Dickens aveva 58 anni e il destino di Edwin Rood resterà un mistero. Ma secondo me il buon Charlie ride sotto i favoriti all’ideadi avere creato un cliffanger di tale portata, lui, che era uno dei maestri dei finali di capitolo a sorpresa;  “volete sapere come continua no le avventure di Pip o Dorrit o Oliver, Lady Dedlock o Chuzzlewit? allora comprate il prossimo numero della rivista che mi pubblica! (e fatemi guadagnare, a latere)”.

Grandi festeggiamenti comunque in Gran Bretagna, dove hanno iniziato con mesi in anticipo.

Il beneamato Guardian ha creato una sezione apposita, chiamata Charles Dickes. Fateci un giro, e guardate quanti articoli Dickens-related ci si sono.

le chicche di oggi? eccone alcune

The Charles Dickens 200th birthday quiz answers

Charles Dickens’ London spots – in pictures

A brief tour of the writer’s haunts and the places he depicted in his novels

A letter to Charles Dickens on his 200th birthday

Claire Tomalin, who wrote a biography of the novelist, wonders what he would make of the 21st century

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Queste più o meno le parole che il gigante Barnes & Noble avrebbe potuto dire ad Amazon, se si antropomorfizzassero. modello Godzilla Vs robottone/toporadiottivo/varie-ed-eventuali di meravigliose serie di film giapponesi. o anche Corvo rosso non avrai il mio scalpo.

ok, basta nubifragi cinematografici e veniamo al sodo. Dopo le esternazioni di Franzen (en passant, oggi se ne parla su repubblica), arrivano nuove dal mondo americano dell’editoria. e si parla proprio di e-book. Barnes & Noble si rifuta di vendere i libri che Amazon pubblica con il suo “braccio armato editoriale” Amazon Publishing.

B&N ha totalmente bandito dai suoi scaffali anche i libri di altri editori che hanno stratto un accordo con Amazon per pubblicare e distribuire i libri che escono con loro.

è in atto una guerra? non saprei. certo l’aggressività di Amazon, un suo marchio di fabbrica, si riversa anche nel settore publishing.

e coem fanno notare in molti, il bando crea più problemi a Amazon piuttosto che a B&N. come riporta il NY Times nel suo articolo

“I can’t see that most authors who want a print publication would welcome the idea of not being carried in Barnes & Noble and depend on Amazon for their sales,” said Elyse Cheney, a literary agent. “If you’re doing a print book, you kind of have to be in Barnes & Noble.”

“non vedo come molti autori che vogliono vedere il proprio libro stampato accolgano l’idea di dipendere da amazon e non da barnes & noble per le vendite” dice Elyse Cheney, agente letterario, “se pubblichi un libro vuoi vederlo negli scaffali di Barnes & Noble.”

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