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Archive for 13 febbraio 2011

un tempo esisteva il femminismo. ma non tanto tempo fa, per intenderci. giusto quel tanto che basta per tornare indietro, allo status quo, “naturale” secondo alcuni, dell’androcentrismo della società.

parlo dell’italia, voi direte. e no, perché la scomparsa del femminismo – delle femministe? –  è altamente diffusa nel mondo occidentale. due esempi:

1) un’inchiesta di un giornale tedesco ha posto il problema delle “quote rosa in redazione”. è sì, perché anche i nostri cugini teutonici hanno qualche problema di par condicio a livello sessuale. la cosa che più mi stupisce é che, a parte un trafiletto su La Stampa, nessun’altro ne abbia parlato. nell’attesa di un inchiesta simile in italia io mi rivolgo all’eccellente Internazionale: traducetela e diffondetela voi, la lieta novella!

2)fresca fresca dal tuttolibri di ieri:  Giovanna Zucconi nella rubrica Che libro fa… parla di quote rosa nei giornali ANGLOAMERICANI e parla di un lato particolare dei giornali americani. le recensioni.

vittime eccellenti, benché inconsapevoli, oltre alla miriade di buone scrittrici e critiche letterarie americane, le più prestigiose testate letterarie angloamerticane:

«Il putiferio è scatenato dall’associazione Vida – Women in Literary Arts, che ha mostrato le percentuali di recensori donna e di libri scritti da donne recensiti dalla New York Times Book Review, dal Times Literary Supplement, da Harpers, dalla London Review of Books, eccetera. Per esempio, la New York Review of Books ha pubblicato 462 articoli di maschi contro 79 di femmine, e ha recensito 306 libri di maschi contro 59 di femmine. Mesta contabilità».

e la zucconi aggiunge carne al fuoco, una carne che oggi, domenica 13 febbraio, è particolarmente vissuta dalle donne italiane:

«Di questo passo, ci vorranno 500 anni per raggiungere la parità fra i sessi. Così nel trailer del film Miss Representation di Jennifer Siebel Newsom, visto e premiato al Sundance Festival: un documentario su come i media americani rappresentano le donne e il corpo delle donne».

non so voi, ma ecco cosa farò:

1) cercherò i dati della vida

2) cercherò tutti i bei libri delle scrittrici americane, e non, che ho letto negli ultimi anni (e qui sono fortunata, perché fra la munro, la oates, atwood, alcune scrittrici asiatiche  ecc ecc ne ho di materiale)

3) cercherò le newsletter del new york times book review che mi arrivano settimanalmente. (e di cui, mea culpa, leggo solo i libri che mi interessano e le recensioni della kakutani.)

4) proverò a NON fare mente locale sull’editoria femminile in italia… ci ho già dedicato una tesi di laurea, vorrei evitare di deprimermi dovendo allargare il campo alla genia delle case editrici tout-cout.

5) spererò che il documentario presentato al Sundance arrivi anche da noi.

chissà perché, ma temo che qui la situazione continuerà ad essere: bello e invisibile, per molto più di 500 anni.

 

 

ps: pregasi notare la perplessità di fianco all’immagine… e pazienza se  pioveranno gli insulti!

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