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Archive for gennaio 2011

é iniziato oggi su la repubblica la prima puntata di un reportage di Alberto Arbasino sul Madrid in inverno.

musei, teatri e suggestioni alla Velazquez. il tutto con lo stile inconfondibile di arbasino, che spesso, tra allusioni, citazioni e rimandi letterari, di cui è sempre infarcita la sua prosa, ci fa perdere la trebisonda. o ci fa capire quanto poco sappiamo. o magari è lui che sa troppo.

attendiamo le altre suggestioni del funambolo arbasino alla prossima puntata.

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ieri la repubblica riportava la notizia, poco più di una noticina, a onor del vero, che in una scuola di brooklyn il preside Shimon Waronker ha avviato una sperimentazione ardita.

nella The New American Academy ci saranno

classi di 60 alunni in cui insegneranno contemporaneamente un team di 3 o 4 docenti

lezioni in tre lingue: inglese, francese e spagnolo

gli inseganti restano con i ragazzi dall’asilo al quinto grado

si coltiva la creatività, l’apporto personale, le tendenze artistiche, il pensare fuori dal coro

sviluppare le tendenze di leadership, problem solving e consapevolezza delle loro capacità.

nella scuola italiana disastrata, dove le tre I e il portfolio sono stati buttati a mare, magari anche a ragione, dove non ci sono soldi, si demotivano gli insegnati, si castrano le capacità creative dei ragazzi, dei bambini, come possiamo prendere questo esempio?

come si prendono tutti gli esempi: dicendo che in italia certi modelli non sono importabili.

eppure esperimenti come questi potrebbero risolvere problemi, riadattati, certo, ripensati fuori dagli schemi.

oggi il provveditore di milano dice che non ci sono più fondi, che i presidi dovrebbero limitare le iscrizioni.

ma lo studio non era un diritto?

chissà cosa ne pensa il professore della banlieu francese, autore del libro La classe… o il professor Pennac.

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è forse morta sotto tonnellate di rosa shocking?

me lo stavo chiedendo giusto prima di natale, mentre cercavo i regali per una marea di cugini che vanno da 11 mesi a 32 anni!

il problema più grave erano i cuginetti che sono sotto i 13 anni e sopra i 9.

soprattutto le “femminucce”. perché? ma perchè in qualunque libreria tu andassi venivi perseguitata da una serie impressionante di principesse-fatine-ballerine tutte – e dico tutte – rigorosamente in rosa schocking! le più ardite osavano qualche sfumatura lilla, ma non di più. e sono anni che la questione va avanti.

ora la mia domanda è questa. perché mai dovrei rincitrullire delle pre-adolescenti con libri che:

1 potrebbero essere benissimo letti a bambine in età pre-scolare come fiaba della buona notte data l’assoluta supremazia delle immagini sul testo (una media di 5 righe per pagina)

2 sono decisamente stucchevoli, per la maggior parte. e quelli che hanno una grafica decente e riescono addirittura ad andare oltre la soglia del rosa schocking hanno una storia che ispira solo tentativi di suicidio.

3 basta con questo diavolo di sessismo per cui se una cosa è per una bambina deve essere rigorosamente rosa-rosino-rosato-confettato-caramellato-melassoso-appiccicaticcio e svenevole!

Ma se provi a passare a una fascia un poco superiore di età, ovvero la temutissima fascia 12-14 anni, ti ritrovi in un mare di:

vampiri, vampiri buoni, vampiri cattivi, vampiri che si redimono, vampiri che in realtà sono angeli caduti, mostri dal cuore tenero, mostri dal cuore mica tanto poi tenero, redenti o non redenti dall’amore della bionda o bruna svenevole di turno (o dal biondo o bruno svenevole di turno), e come minimo, in un punto della trama, lui salva la vita a lei, o lei a lui, e la battuta, scommetteteci pure, é “ma in realtà sei tu che hai salvato la vita a me” o parafrasi assortite.

fosse solo questo. perchè c’è anche una tensione sessuale quanto mai esplicita e per nulla sottile. o ironica. o che si ricordi che si ha a che fare con ragazzini in pre-pubertà, non post adolescenti scafati con l’ormone a mille e in piena fase adolescenziale di: il mondo è una m. e allora almeno sognamo un poco.

certo ci sono le eccezioni, ma vanno cercate col lanternino, soprattutto se si decide: vado in libreria e vedo cos’hanno.

e allora come si risolve? o si ritorna indietro e si punta a un classico della letteratura per ragazzi che NOI abbiamo letto a quell’età. e quindi vai con piccole donne, zanna bianca, l’isola del tesoro ecc ecc ecc.

oppure cerchi quei libri particolari, contemporanei o quasi. letteratura per ragazzi che possono leggere anche gli adulti, anzi DOVREBBERO leggere anche gli adulti, e che capita di incontrare per caso. perché ti piace da sempre la letteratura per ragazzi. o chiedendo consiglio alla bibliotecaria del paese!

ma questa è un’altra storia…

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